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09-02-2010


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Cara Carla ti scrivo PDF Stampa E-mail
Cara Carla ti scrivo; no, non è una canzone, sono io che rispondo ad una persona cara che mi chiede di spiegare le ragioni di Israele. La immagino mentre scioccata guarda le immagini di qualcuno dei corpi straziati dei bambini palestinesi.                                                                                                               
Cara Carla ti scrivo mentre navigo nervosamente tra un sito e un altro osservando immagini spaventose di morti, sangue, terrore. Sagome marziane di soldati al fronte si stagliano contro surreali sfondi verdastri e notturni, illuminate da colpi di artiglieria, mentre le agenzie di tutto il mondo aggiornano ogni ora la conta dei morti.

E’ morto ieri per un proiettile shrapnel, proiettile  cavo e riempito di sfere di piombo, il primo soldato israeliano,  gli sia lieve la terra. Era il Sergente Dvir Emmanueloff di  22 anni, di Givat Ze'ev.  Emmanueloff era parte di una unità del genio della Brigata Golani. Sabato sera aveva avvertito la madre con un ultima telefonata, che stavano entrando a Gaza.
Christine Turok aveva invece 14 anni e viveva a Gaza, suo padre è medico, è morta Sabato di un attacco cardiaco, le sia lieve la terra. E' morta di paura dice il patriarca Latino della chiesa di Gaza : " Ha sofferto di disturbi nevrotici e di una situazione di paura,  sono molti i bambini a Gaza che soffrono così. Venerdì, durante un bombardamento di F-16 , è caduta sul terreno a causa della terribile suono. Suo padre ha cercato di aiutarla, ma non poteva. Poi l'ha presa tra le braccia sperando di salvarla nel suo ospedale, ma è morta prima di arrivare.”
Christine aveva 2 anni nel 1996 quando  sia Hamas che Jihad Islamica avevano boicottato le elezioni del Consiglio Legislativo Palestinese dicendo che non riconoscevano gli accordi israelo-palestinesi di Oslo, sulla base dei quali era stata creata l’Autorità  Palestinese ed erano state indette le elezioni per presidente e parlamento. Erano i tempi della speranza di pace, e Hamas era contraria. Dvir nasce quando Ron Arad, il pilota israeliano caduto in Libano, viene rapito da Amal e poi da Heizbollah. Il suo corpo non verrà mai restituito.

Potrei continuare all’infinito, cara Carla, raccontando la storia del Medio Oriente come catena di morti, di errori e di orrori. Raccontare questa storia facendo piangere è facile e paga emotivamente. Chi vuole trovarci semplicemente una parte che rappresenta il male e una che rappresenta il bene, qui troverà pane per i suoi denti. Per questo ti ho raccontato della morte di un soldato e della morte di una bambina, la verità sembrerebbe già scritta. Il male, armato fino ai denti, vestito di verde, con il viso dipinto di nero e le mani premute su di un grilletto che spara all’impazzata, e il bene, negli occhi di una bambina innocente che gioca, impazzisce per le bombe, cade e muore.  Ma non è così. La verità è diversa. Per esempio: è vero che Hamas vinse le democratiche elezioni palestinesi del gennaio 2006. Ma, è anche vero che, nel giugno 2007 ha imposto il proprio potere nella striscia di Gaza con un golpe brutale e sanguinoso, con tanto di raccapriccianti violenze e decimazioni sommarie dei rivali di Al Fatah. E poi se è vero che vinse le elezioni, nessun meccanismo democratico potrà mai, perlomeno ai miei occhi di democratico europeo occidentale, legittimare i principi contenuti nella sua carta; Hamas, nella sua carta costitutiva non limita i propri obiettivi ad uno scontro con il sionismo nel contesto soltanto del conflitto arabo-israeliano. Esso si considera la punta di lancia di un movimento di massa in lotta contro gli "ebrei guerrafondai" e il "sionismo mondiale" (art. 32). Nella visione di Hamas, "i nemici" (ebrei, ebraismo e sionismo in questo contesto sono concetti totalmente intercambiabili) complottano contro il mondo. Ricorrendo ai temi classici dell'antisemitismo usati, fra gli altri, dai nazisti e citando I Protocolli dei Savi di Sion noto falso usato dagli antisemiti all'inizio del secolo, la Carta di Hamas sostiene che questi "nemici" stanno dietro ad ogni male e sono i veri nemici di tutto il genere umano (art. 17, 22, 28, 32). Hamas così pensa alla pace: "La Palestina è terra di proprietà  islamica (waqf), consacrata alle generazioni musulmane fino al giorno del giudizio" (art. 11) e anche : "Israele esisterà  e continuerà  ad esistere finché l’Islam non lo cancellerà, proprio come ha cancellato altri prima di esso".   Insomma non solo un partito politico che rappresenta il sacrosanto diritto politico dei palestinesi a vivere entro uno stato autonomo prospero e democratico, no, essi certamente rappresentano una parte dei Palestinesi, ma sono nella sostanza culturale, la propaggine locale dell’islamismo fanatico e integralista che attraversa tutto l’Islam da decenni e che trova oggi nell’Iran nucleare di Ahmadinejad, e nei seguaci di Al Qaeida i propri leader di morte. E nella guerra santa contro tutto l’occidente il loro sogno preferito.

Sarei un bugiardo se a questo punto tacessi delle responsabilità che anche Israele ha; la principale ai miei occhi, e agli occhi della sinistra storica israeliana, è quella di aver trasformato un’occupazione difensiva dei territori, quella attuata nel 1967, in una occupazione stabilizzata, con la creazione di decine di insediamenti. E con il mantenimento di una situazione nei territori occupati; socialmente economicamente e umanamente inaccettabile. Vi fu una stagione di speranza, quella di Rabin, Arafat e Peres e degli accordi di pace di Oslo. Fu quella, Carla, la stagione del compromesso, parola magica che la politica dovrebbe venerare, territori in cambio di pace, abbandono del terrorismo e libere elezioni nei territori occupati, autonomia palestinese e sicurezza per gli israeliani. Poi sono venuti gli anni del gran rifiuto di Arafat nel 2000 a Camp David del compromesso territoriale proposto da Barak (restituzione del 98% dei territori) e gli anni dell’espansione degli insediamenti israeliani nei territori occupati. Poi ancora è venuto il tempo di Hamas, e dei governi del centrodestra israeliano, e poi ancora la morte di Arafat, la svolta di Sharon e l’abbandono di Gaza, e gli oltre 8000 missili di Hamas lanciati in 7 anni, con una trentina di morti e circa 600 feriti, e certamente anche la chiusura ripetuta del confine di Gaza, i rifornimenti bloccati, gli omicidi mirati e la vita difficilissima al suo interno. Ma all’interno di una striscia governata da un nemico mortale che non ha mai smesso le proprie azioni militari contro Israele.
Per tutto questo e molto altro, se mi chiedi di spiegare le ragioni di Israele, ti chiedo di comprendere  il pericolo di morte di uno Stato che vive se stesso come in continuo pericolo di vita, che ascolta le minacce di annientamento che l’Iran, gli Heizbollah, Hamas, la JIhad, Al Qaida, gli rivolgono ogni giorno da ogni possibile media del mondo, ti chiedo di comprendere una nazione figlia di un popolo che ha vissuto in continuo pericolo di vita e che si confronta con un popolo che ha un diritto che va difeso strenuamente ma che è guidato a Gaza, da una milizia integralista che non crede nella pace e non la vuole. Che crede nel diritto divino e nell’annientamento degli ebrei. Israele sta combattendo a Gaza per distruggere le infrastrutture militari di Hamas, che sono mescolate  e nascoste nelle residenze civili, nelle moschee e negli ospedali. Israele non combatte per eliminare i palestinesi. Il dramma certo, è che a morire sono molti, troppi, civili.
Ma se mi chiedi ora se la strada che sta seguendo Israele io la condivida pienamente, ammetto di essere in difficoltà, ora è venuto il tempo di trovare le condizioni di una tregua.

Io difendo il diritto di Israele a reagire militarmente in difesa dei suoi abitanti, è un concetto che qualunque stato  adotterebbe per i suoi, ma il prezzo che stanno pagando i civili palestinesi impone di fermarsi, per ragioni umanitarie e perché nessuna forza militare potrà mai avere ragione sino in fondo dell’odio più feroce. Saranno domani  i palestinesi che possono portare a casa un risultato di pace e di futuro per il loro popolo i più forti avversari dell’integralismo di Hamas.

Fermarsi. E’ questo quello che la politica può suggerire agli eserciti, come avvenne in Libano. E’ questo che l’Europa può chiedere alle parti, garantendo a Israele l'interruzione di ogni ostilità di Hamas verso Israele, ed ai palestinesi il ripristino di condizioni umane a Gaza. Saprà l’Europa garantirlo ? Un Europa e un mondo debole politicamente, hanno difficoltà a offrire a Israele quelle certezze di cui ha bisogno per potersi fermare, e ai palestinesi quelle garanzie sul proprio futuro che indeboliscano gli integralisti e rafforzino i moderati.
In quella terra che è sacra per alcuni e patria politica per altri, convivono due diritti, di due popoli che meritano due stati, ma queste parole dette stanotte sanno molto di bella affermazione di principio. Chi sono io per dare consigli a chi ha vissuto per anni nei rifugi a Sderoth aspettando il missile di Hamas, o piange stanotte a gaza la morte di suo figlio. Mentre noi conversiamo amabilmente, ci saranno altre morti orribili, altri pianti e lutti. Il nostro compito è impedire che il sangue ci impedisca di vedere e di parlare.
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Commenti (10)Add Comment
Gaza e Israele
scritto da giuliana sabadini, 11 Jan 2009
Caro Lele,
capisco i tuoi sentimenti, i tuoi distinguo, è vero che la provocazione è stata di hamas, ma la risposta di Israele è sproporzionata, non è accettabile.
Tra l'altro fa il gioco di Hamas. Tante altre volte Israele ha usato la forza, ma non ha portato a nulla , ha solo aumentato l'odio tra i due popoli. Oggi sulla Stampa c'è un editoriale di Barbara Spinelli che mi convince in tutto.
Non ho partecipato fin'ora a nessuna manifestazione perchè tutte erano contro una delle parti; a quando una manifestazione per due popoli, due stati e per la fine della guerra? Io a questa cvi sarò.
Un abbraccio

Giuliana (Segrate)
..e basta
scritto da Luca, 09 Jan 2009
...e basta con le giustificazioni all'attività terroristica di Israele, perchè non in altro modo si può definire la politica di un governo che opprime un intero popolo, gli impedisce di vivere normalmente, di procurarsi il cibo e di cucinarlo, lo chiude con la forza in un immenso campo di concentramento a cielo aperto (non sono parole mie, ma di un'esimio cardinale) per poi bombardarlo con immane violenza, causando (deliberatamente??) la morte di centinaia di civili innocenti, compresi donne e bambini. La croce rossa internazionale e l'ONU, che spero non possano essere definite organizzazioni filo-terroriste, denunciano il non rispetto delle convenzioni internazionali e il perpetramento di crimini di guerra da parte dell'esercito israeliano, come l'utilizzo del fosforo bianco contro le popolazioni civili.Il popolo oppresso e in pericolo qui è uno solo, e non mi si venga a dire che il giusto diritto all'esistenza di Israele, 4° potenza nucleare (non dichiarata) mondiale, con uno degli eserciti meglio armati del mondo, può essere messo in discussione da Hamas o dall'Iran. Credo invece che fondare il proprio diritto all'esistenza sull'oppressione di un altro popolo, sull' apartheid e sulla violenza sia ciò che più mina alle base questo stesso diritto, e sia solo un modo per provocare un vortice di violenza senza fine, che va a discapito delle popolazioni civili di ambo le parti.
Per concludere vorrei solo ricordare che Israele inizialmente sostenne Hamas, come arma per indebolire Arafat e Fatah, visto che allora i terroristi erano loro, e che l'occupazione della striscia da parte di Hamas è avvenuta dopo un lungo periodo di boicottaggio politico e economico perpetrato da Israele e dalla comunita internazionale contro la forza politica che, piaccia o no, aveva vinto le elezioni.
...
scritto da Emanuele Fiano, 07 Jan 2009
Mi scuso ma a dicembre ho ricevuto 1700 fra mail e visite e siccome voglio fare tutto da solo...me la sono persa, se non sbaglio chiedeva i dati delle vittime palestinesi a gaza prodotte da attacchi israeliani, ma se non si offende se me la può reinviare le rispondo, grazie
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scritto da Lorenzo Boscarelli, 07 Jan 2009
Non ho commenti al testo di Emanuele Fiano. Attendo invece ancora la risposta ai quesiti che ho posto in un precedente e-mail. al quale mi si è replicato che il moderatore doveva esaminare il mio messaggio. Chiedevo informazioni, non facevo affermazioni o commenti, quindi non capisco a cosa sia dovuta l'assenza di una risposta.

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scritto da Francesco Bassi, 06 Jan 2009
Caro onorevole,
mi sono chiesto molte volte di rimanere equidistante. Mi dispiace ma non posso. Il mio cuore è pieno di indignazione verso chiunque spedisca militari armati con mezzi costosi e sofisticati a massacrare civili praticamente inermi. Qui mi fermo, alla faccia dell'equidistanza.
I più distinti (in tutti i sensi) saluti.
Francesco Bassi - Parma
Organizziamo qualcosa a Milano per la pace?
scritto da David Gentili, 06 Jan 2009
Il tuo scritto mi ha arricchito. La sensazione di impotenza è forte. Impotenza che nasce anche dall'impossibilità di poter indicare il bene e il male. Il buono e il cattivo. Chi sbaglia di più e chi meno. Bisogna allora partire da chi soffre, al di là e al di qua del confine. E chiedere a chi ha più risorse morali e materiali di agire proprio per la loro tutela. Partendo dalla convinzione che solo il benessere dona la pace. La guerra di questi giorni porterà altri morti. Immaginare che basterà eliminare i leader di un partito per farlo scomparire o quantomeno terrorizzare i suoi seguaci per assoggettarli o condurli a più miti consigli, è una pazzia. D’altro canto non penso si possa chiedere alcunché ad Hamas. Hanno perso già più di un’occasione. Non sono in grado. Obnubilati come sono dalla volontà di annientare il nemico. Non hanno dalla loro la forza del dialogo. Al popolo palestinese? Si può chiedere qualcosa? Come si può ad un popolo stremato e umiliato? È giusto difendere la propria terra. È indubbio. Come si può dar torto ad Israele per questo? Sono convinto però che ad un popolo con quella storia, quella cultura, quella ricchezza, si debba chiedere ed esigere molto di più.
Organizziamo qualcosa a Milano per la pace?
David
ogni morte è un atto che ci colpisce
scritto da serena accàscina, 06 Jan 2009
caro emanuele,
sono del coordinamento del circolo Porta genova di milano, dove sei venuto una volta in ottobre.
Ricevo regolarmente le tue lettere.
In questi giorni di festa non ho potuto fare a meno di soffrire per le notizie da Gaza. Anche se i numeri danno 6 israeliani morti su 100 palestinesi, comunque la morte anche di una sola persona è tragica.
Auspichiamo tutti la fine delle ostilità e almeno il riconoscimento dello Stato di israele.Ma vedere e sentire che muoiono anche bambini palestinesi innocenti (e lo stesso se fossero ebrei) mi pare una cosa grave per la civiltà!
non me ne frega nulla di quale nazionalità siano i bambini morti, queste cose non devono succedere, la morte dell'innocente è sempre una perdita per tutti!
un caro saluto
serena
Non mi nascondo proprio dietro niente
scritto da lele, 06 Jan 2009
Caro Carlo, cerco di risponderti costruttivamente, dato la tragedia che si sta consumando.
Non so come tu possa aver considerato sminuente la descrizione della morte allucinante della bambina di Gaza, io citavo la descrizione del prete proprio per dire che i bambini che non muiono sotto le bombe a Gaza, possono impazzire per la paura, il che se possibile sembra doppiamente tragico, impazzire di paura a 12 anni è una tragedia che non lascia fiato. La citazione del soldato morto è semplicemente la descrizione del cronista che racconta di quella morte. Se qualcuno vuole vederci qualcosa d'altro lo fa perchè aggiunge significati che io non ci ho messo.
Io cerco di non avere nessun elmetto, ed è per questo che da 28 anni mi batto per la pace fra i due popoli. Non mi batto però con le fette di salame davanti agli occhi. Faccio due esempi: difendere il diritto di Israele a difendersi, senza vedere la quantità di morti civili che sta provocando tra la popolazione palestinese, significherebbe essere falsi e cinici. Per questo io chiedo l'immediato cessate il fuoco. Perchè la vita di un Palestinese innocente morto, bambino o adulto, è per me uguale a quella di un Israeliano innocente morto, bambino o adulto. Altrettanto difendere il diritto dei palestinesi ad avere un loro stato autonomo libero e democratico, non significa chiudere gli occhi di fronte alla natura integralista antidemocratica e reazionaria del regime di Hamas. Basta legggere la sua carta costitutiva.
Mi dispiace ma con tutta la buona volontà asserire che "Hamas è una banda di terroristi ed Israele è una banda di terroristi" vuol dire falsare la realtà. Non lo dice neppure il peggior nemico di Israele, Hamas Iran ed Heizbollah esclusi. In Israele c'è una democrazia, imperfetta finchè si vuole, ma che manda a casa il Premier e il Presidente della Repubblica, che ha una corte suprema che contraddice il governo e l'esercito, che ha fatto deviare il muro di difesa, smantellare insediamenti abusivi, che ha fatto vincere processi a palestinesi contro israeliani per la sottrazione illegittima di terra. Israele è il paese dove una manifestazione di piazza del 10% della popolazione ( come in Italia 6 milioni di persone) ha fermato la prima guerra del Libano. Non conosco tanti esempi simili. Ma questo non toglie nulla di nulla alla terribile realtà dei palestinesi che stanno morendo a Gaza. Bisogna fermare la guerra, convincere Hamas a fermarsi convincere Israele a fermarsi.
Sono stato a Sderoth con il parlamento il 5 Dicembre prima che Hamas non rinnovasse la tregua, in quei giorni cadevano li 3 missili nei giorni calmi e 50 nei giorni difficili. Durante l'armistizio. I bambini di Sderoth per l'85 per cento hanno avuto schock post traumatici da scoppio di ordigno. Ogni 300 metri c'è un rifugio antimissile, perchè dal segnale di pericolo ci sono 15 secondi per ripararsi. Sderoth non è mai appartenuta a nessuna rivendicazione territoriale palestinese, dalla spartizione ONU del 1948 in poi. Mai. Le immagini dei bambini palestinesi morti riempiono la mia casa la pari di quelle dei bambini israeliani morti, stanne sicuro. Ma poi è un obbligo ragionare. Io sono sulla linea di Fassino, di Napolitano, di Oz, di Yoshua, di Grossmann, e in fondo se guardiamo le dichiarazioni dei primi giorni di guerra, anche di Abu Mazen. Cessazione delle ostilità, arimistizio, aiuti alla popolazione palestinese, interposizione di forza inernazionale, conferenza internazionale e poi riconoscimento di Israele da parte di Hamas, e poi ancora compromesso territoriale e trattative finale. Ci credo da quando ragiono, e nessun morto mi farò cambiare idea.
Ciao Lele
GAZA e chi si nasconde dietro un dito
scritto da Carlo Pizzolla, 06 Jan 2009
Emanuele,
lascia la corazza e l'elmetto: sei fra amici, puoi anche permetterti il lusso della sincerità.
Sono addolorato dal vedere la tua autoammessa parzialità per Israele, il soldato ucciso con una carica cava....
Solo poche parole invece per i palestinesi, la bimba morta di infarto per il botto di un aereo, ma era malata di nervi. Perchè era malata di nervi, lo sai anche tu, perchè a Gaza da anni nessuno può dormire, gli aerei la sorvolavano anche in periodo di tregua ed i piloti avvano licenza di superare il muro del suono, provocando un botto che ben conosci, lo stesso che ora l'ha uccisa.
Parliamoci chiaro Hamas è una banda di terroristi ed Israele è una banda di terroristi. Sono alla pari, anche se non combattono ad armi pari. Tu stesso dici 8000 razzi, 60 morti, che razzi sono? Sono più pericolosi i botti di fine anno a Napoli.
Mi fermo qui, ma togliti l'elmetto e guarda in faccia alla realtà, se proprio non ti riesce di metterti un minuto nei panni degli altri.
Ciao
Carlo
Cara Carla ti scrivo
scritto da Roberta Grazzani, 05 Jan 2009
Ero una ragazzina quando in Italia , negli cinquanta ,incominciarono a circolare i primi film su ciò che era stato fatto agli ebrei dal nazismo. Da allora, dal primo di quei film, - che credo fosse Kapò e mi lasciò incredula e scioccata , incapace di muovermi dalla poltrona del locale dove il film era stato tramesso- piango di dolore ogni volta che, in grande o in piccolo, vedo ripetersi quella storia. In questi giorni, però, anch'io rimango smarrita davanti alla tragedia di due popoli che a vicenda piangono i loro figli e ti dico grazie. Emanuele Fiano, per la chiarezza e la passione con cui hai scritto per Carla e per noi che ti seguiamo parole che ci aiutano a capire un po' di più, e a condividere. Sono cattolica praticante e prego Dio - il nostro Dio comune, il Dio di Abramo di Isacco e di Giacobbe, che protegga e salvi il popolo di israele e quello palestrinese, conducendoli sulla strada della pace. Anche le mie sono solo parole, mentre in questo istante su quella terra altri innocenti muoiono, ma io spero e credo che non sia inutile che la solidarietà e l'amore facciano da barriera al male che si allarga su quelle terre. Buonanotte, Emanuele, e grazie ancora Roberta Grazzani

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