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09-02-2010


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“Caro Emanuele, se ancora esistete, (come PD ndr) questo è lo stato d'animo di un
vostro elettore.
Ho appena inviato il testo che segue all'ambasciata. (di Israele ndr)
In questi giorni, il vs. governo disonora Israele, il suo popolo e la
divisa del vostro glorioso esercito. Essere aggrediti da una banda di
terroristi, non legittima nessun comportamento che assomigli ad un
genocidio. Lo dico da cittadino finora amico del vostro tormentato Paese
e pienamente consapevole del termine appena usato.”


Queste mattinate tristi di fine anno, con l’orecchio incollato alle notizie dal Medio Oriente, per me cominciano spesso così, con mail o telefonate di amici o conoscenti o lettori, che chiedono di spiegare quello che sta succedendo a 4000 km da qui; oppure ti accusano, in quanto amico di Israele, di una connivenza ideologica con una operazione criminale, oppure ti forniscono una versione dei fatti che stenti a riconoscere. In fondo la mail che qui riproduco, pur scrivendo cose che io non condivido, come l'uso della parola genocidio o l'ipotesi che si possa essere amico di un intero popolo e smettere di esserlo per la scelta di questo o quel governo democraticamente eletto, invoca una spiegazione, che in parte cercherò di dare, secondo la mia opinione. Ovviamente.
                                                                                                        
Così è successo, prima che a me, a moltissimi ebrei italiani di sinistra, o forse non solo italiani, o forse non solo ebrei, difensori del diritto all’esistenza in pace di Israele e sostenitori del diritto del popolo palestinese ad edificare un proprio stato autonomo in pace con Israele.
E’ così da decine di anni, forse da quando nel 1967 Israele, in una guerra di difesa, occupò Cisgiordania e Gaza, e li impiantò con il passare degli anni le famose colonie, segno del passaggio da un'occupazione di difesa ad un’occupazione insediativa. Da li comincia o meglio si acuisce, si evolve, una storia insanguinata di azioni e reazioni, tra terrorismo, guerre, prove di pace, appelli, morti ed eroi uccisi.

Da quegli anni con cadenza ritmica, la storia del conflitto tra Israeliani e Palestinesi, si riverbera in Italia e in occidente con una forza sconosciuta ad altri drammatici conflitti nel mondo. (solo ieri sono morti a Kabul 5 bambini uccisi da un kamikaze, ma in pochi ne parlano). A volte penso di guardare immagini del passato e non del presente.
Questa notte sono morti bambini palestinesi innocenti, la cui unica colpa è stata quella di nascere e vivere nella striscia di Gaza, e come loro sono morti anche adulti innocenti abitanti di Gaza. Questa mattina è morto un israeliano innocente ad Askelon. A Gaza i morti sono più di 300, e fonti ONU di ieri (united nations office for the coordination of humanitarian affairs) comunicano che, su 280 morti (in buona parte agenti della polizia civile), 20 sono bambini e 69 adulti, tra i quali 9 donne. I feriti sono almeno 900, dei quali 115 in condizioni critiche. Ma un altro dato che pochi citano è che negli ultimi due anni i missili partiti da Gaza hanno fatto nel sud di Israele, 25 morti e 600 feriti. Ovviamente tutti noi sappiamo che la cinica aritmetica dei morti non porterà i due popoli da nessuna parte. Lo sa Israele, che ha misurato due anni fa nel sud del Libano, l’impossibilità materiale di debellare militarmente (obiettivo secondo me giustificabile) un'organizzazione terroristica nemica che convive con una popolazione civile, e anche Hamas sa, che la distruzione di Israele, come previsto  dall'articolo 7 della sua Carta costitutiva, insieme all’obiettivo dello sterminio degli ebrei, come sostiene anche il presidente iraniano Ahmadinejad; e che la guerra santa prevista all'articolo 13, non sono un obiettivo realisticamente perseguibile, a meno di non scatenare una mortale e mondiale guerra nucleare dagli esiti non controllabili. Ma sia a Gaza che in Israele, vi sono poi ragioni interne, che hanno spinto l’una a rompere l’armistizio e a scatenare su Israele una pioggia di missili, e l’altro a mostrare più muscoli possibili in fase elettorale.

Purtroppo sono quasi certo che a consolare i genitori dei bambini palestinesi morti questa notte, a cui va tutto il mio inutile e fraterno cordoglio, non saranno passati giovani dirigenti palestinesi convinti che solo una soluzione politica di compromesso potrà evitare altri lutti, ma infervorati seguaci di Hamas ad indicare che il martirio dei loro bimbi non è che l’inizio della loro giusta e vittoriosa guerra santa  contro il nemico sionista, che deve essere sterminato, e che i loro bimbi troveranno in paradiso la loro giusta ricompensa, così come sono quasi certo che la stragrande maggioranza dei familiari delle vittime israeliane dei missili, cui va il mio inutile e fraterno cordoglio, hanno accolto l’operazione “piombo fuso”, come una giusta rappresaglia contro il nemico palestinese.  Io comprendo il diritto di Israele a tentare di debellare la struttura militare di Hamas responsabile del lancio dei missili e della rottura dell’armistizio il 19 Dicembre scorso, ma sono convinto che la storia insegni che questo tipo di obiettivi in realtà non conseguirà dall’uso della forza militare.

Per questo mi riconosco completamente nelle sagge parole di questa mattina dello scrittore Amos Oz, sul Corriere della Sera :
“ Gaza è stata sequestrata da una banda di estremisti islamici che si muovono sulla falsariga dei talebani e sono sostenuti dall’Iran, il quale a sua volta da tempo proclama la necessità  di perpetrare un grande genocidio ai danni di Israele. La Cisgiordania è controllata dall’Autorità  palestinese, che si è dimostrata pragmatica e moderata. Detto ciò, va però anche ricordato che Gaza resta un luogo di immense povertà, disperazione e miseria.
Ed appare dunque ancora più assurdo e tragico che questa comunità  di profughi palestinesi sia controllata da un gruppo di cinici assetati di guerra dediti alla causa della distruzione di Israele e che considerano qualsiasi cittadino israeliano come una loro vittima più che legittima. Gaza merita molto meglio di Hamas. Se dunque è indispensabile che il governo dello Stato israeliano faccia del suo meglio per stipulare immediatamente il cessate il fuoco con Hamas a Gaza, resta anche prioritaria la ripresa dei negoziati di pace con l’Autorità  palestinese in Cisgiordania, e, anzi, proprio di questi tempi tali sforzi vanno raddoppiati. I termini delle intese sono ormai ben noti a tutti: tornare ai confini precedenti il conflitto del giugno 1967 con leggere reciproche modificazioni tracciate di comune accordo; due città-capitali a Gerusalemme; non deve esistere alcun insediamento ebraico all’interno del territorio del futuro Stato palestinese e va imposta un’autentica demilitarizzazione nelle regioni che Israele dovrà evacuare.
(...) L’intesa tra Israele e l’Autorità  palestinese sulla falsariga di questi principi è giusta e possibile. E io ritengo che, se Israele avrà  il coraggio di concludere la pace con i responsabili palestinesi della Cisgiordania, alla fine seguirà  anche quella con Gaza. Ma, lo ripeto, il primo passo deve essere un immediato cessate il fuoco con Hamas, accompagnato dal raddoppio degli sforzi per giungere all’intesa con l’Autorità  palestinese. L’alternativa è semplicemente troppo orribile per essere presa in considerazione.”

Il mio anno finisce così, tra tristezza e frustrazione,  ma soprattutto così finisce l’anno di centinaia di migliaia di persone intrappolate in una guerra che porterà lutti e odio come sempre. Allontanando dal fronte di guerra possibili tracce di razionalità politica. Io spero invece, che insieme al tentativo di debellare militarmente la struttura di Hamas, colpevole di mantenere sotto il rischio mortale dei missili Kassam, un quinto della popolazione israeliana, Israele sarà capace di ridurre al minimo le vittime civili, di cessare il fuoco quanto prima e di riprendere il filo di una trattativa che appare oggi sepolta tra le macerie di Gaza City.
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Commenti (11)Add Comment
facile giudicare...
scritto da laura P, 04 Jan 2009
Ho pensato parecchio se scrivere questa mail,ma alla fine ho preso questa decisione perche` mi sono stancata di leggere commenti di persone che vedono e sentono i fatti da lontano e il piu` delle volte riportati anche in maniera errata! Io vivo in Israele da 16 anni e sono mamma di tre bambini che crescono in un paese che in questi ultimi anni non da a loro la tranquillita` di una vita serena che dovrebbero avere tutti i bambini, abbiamo avuto il timore di salire sugli autobus per paure di saltare in aria, ci vengono controllate le borse e le macchine ogni volta che entriamo in un centro commerciale, le scuole e gli asili hanno sempre ina guardia che controlla il territorio per paura che qualche terrorista posi un ordigno nelle vicinanze e come se non bastasse da nove anni citta come sderot e dintorni( e non parlo ora anche di ashdod o beer sheva o aschelon)subiscono tiri di missili quotidianamente e per 9 anni i nostri bambini non sanno che cosa sia giocare in giardino senza il timore di scappare nei rifugi, percui voglio chiedere a tutte le persone"intelligenti" perche` non venite a provare a vivere qui e poi vediamo se cambiate opinione e vediamo se riuscite a vivere bene pensando che fra qualche anno vostro figlio sara uno dei soldati che ora combatte per proteggere la sua nazione da gente che di pace non ne vuole proprio sapere perche` sono persone fanatiche estremiste e incivili, non per niente i loro fratelli confinanti hanno chiuso le loro porte!!!Vorrei tanto che le persone prima di esprimere un giudizio si informino a fondo ed in modo parziale!
da parte di una cittadina italo/israliana
l'unica via
scritto da paola, 02 Jan 2009
ma possibile che si debba ancora discutere di chi abbia rotto la tregua?Quando si capirà almeno un pochino la lezione di Gandhi? La non violenza è l'unica via e questo non vuol dire passività si tratta di cercare tutte le iniziative e strategie per rispondere in altro modo e chi è più ricco dovrebbe anche avere più possibilità...Ma forse manca la fantasia e l'amore e si pensa solo a difendersi nello stesso modo violenza contro violenza. Se si continua con occhio per occhio e dente per dente per bene che vada si finisce per vivere fra orbi e sdentati...diceva qualcuno.
...
scritto da Emanuele Fiano, 30 Dec 2008
io ho riportato nella sua integrità ma ovviamente in forma anonima, una mail che mi è giunta, non so cosa o perchè abbia tagliato la redazione di Affaritaliani.it
Ripreso da Affari Italiani
scritto da Marco C., 30 Dec 2008
Gent. Emanuele
come mai sul portale Affari Italiani, all'indirizzo
http://www.affaritaliani.it/rubriche/CameraCaritatis/gaza-camera-caritatis301208.html?ref=ig
è riportato pari pari l'articolo pubblicato qui sul blog, senza la frase di apertura "Caro Emanuele, se ancora esistete..."?

A parte che non mi sembra corretto riportare parzialmente le parole di una lettera ricevuta, oggettivamente così non si riesce a capire il senso del virgolettato nell'attacco del pezzo, e nemmeno la sua paternità: l'articolo, a sua firma su Affari Italiani, è dunque una mail ricevuta da un lettore/elettore?

2 popoli 2 nazioni
scritto da marco monti, 30 Dec 2008
Caro Lele,
sono pienamente d'accordo con le conclusioni che trai nell'ultima frase del tuo scritto: sconfiggere Hamas con il minimo di vittime civili, riaprire il dialogo con la Cisgiordania-"2 popoli 2 nazioni. Occorre sostenere i paesi arabi moderati, aiutandoli anche ad introdurre la democrazia interna e sperare in Obama. Occorrre anche sostenere una UE coesa nella politica oltre che nell'economia, quanto all'italia...il niente assoluto. Apprezzo il metodo di questo blog, se così si può chiamare, molto sintetico. Auguri....non formali...di buon anno
marco
Caro Emanuele Susanna
scritto da matteodigiovanni, 29 Dec 2008
Bene Emanuele, mi fa piacere trovarmi sostanzialmente d'accordo con te.
Non altrettanto con Susanna: non sei informata; la cosiddetta tregua non è stata interrotta dagli israeliani, semplicemente Hamas ha leggermente ridotto la pioggia di missili, che hanno continuato a cadere tutti i giorni (ripeto: tutti i giorni), sui villaggi israeliani e a volte in campo aperto israeliano, solo qualche volta in quantità minore, ma continuando a seminare panico, terrore, feriti e morti e danni materiali tra la popolazione civile.
Documentarsi non è difficile, basta volerlo: la difficoltà è l'autenticità delle fonti. Credo che con un po' di buona volontà e intelligenza sia possibile a chiunque farsi delle opinioni un po' più rispondenti alla realtà, anche e perfino rispetto a tanta "vulgata" in circolazione sui media.
Auguri
scritto da enrico, 29 Dec 2008
Condivido e sostengo il tuo punto di vista. Auguri per il 2009 con la speranza che a sinistra si apra una breccia nel muro del pregiudizio antisraeliano. Per Irsaele nella UE... 2 popoli 2 democrazie
Enrico
Noi che facciamo?
scritto da Marco Buseghin, 29 Dec 2008
Posso anche concordare con l'analisi di Oz su quel che il governo israeliano dovrebbe fare. Ma se non lo fa, noi che facciamo? Limitarsi a descrivere lo stato ideale delle cose non è sufficiente.
Ci siete o ci fate?
scritto da rodolfo chur ballardini, 29 Dec 2008
Non vi conosco, ma io vivo a Gerusalemme e con la mia famiglia abbiamo voluto fare l'aljia' proprio in mezzo all'intifada 2 quando un giorno si e uno no saltava in aria un autobus. eravo stanchi di vedere soffrire il nostro popolo al caldo e nel comodode lle nostre case. Spogliatevi delle ideologie e leggete con estrema attenzione il corano, valutate che il terrorismo mondiale e' islamico e traete le conclusioni.
I romani, quelli seri, la pace la imponevano prima com le armi e poi con la diplomazia.
non conosco la sig.ra Sinigaglia ma le dico di informarsi, la tregua e' stata interrotta dal primo kassam lanciato dopo la nostra uscita da gaza, voluta da Sharon.
avremmo dovuto fare subito quel che stiamo facendo ora e spero vivamente che si vada avanti a fondo per ripulire gaza. quanto ai civili, i vigliacchi sono quelli che si nascondono dietro le sottane delle loro mogli, madri nonne e dietro i visi dei bambini. dei loro figli. non posso rispondre anche per loro. ne ho a sufficienza dei miei bambini da difendere.
dove eravate voi ben pensanti quando arrivavano i missili palestiensi? siete andati in piazza chiedendo a gran voce che la smettessero? in ultima analisi, lasciatemi dire che fate ideologicamente schifo.
rottura della tregua
scritto da susanna sinigaglia, 29 Dec 2008
caro lele, devo ricordarti che la rottura della tregua fra hamas e governo israeliano non è avvenuta il 19 dicembre da parte di hamas, ma il 5 novembre da parte dell'aviazione israeliana che ha fatto un'incursione su gaza e ha ucciso 5 palestinesi. da lì sono ricominciati i lanci su sderot ecc. ecc.
scusami per la precisazione, ma mi sembrava giusto
susanna
Lasciamo perdere la propaganda e ragioniamo sui fatti
scritto da Pupa Garribba, 29 Dec 2008
Trovo molto utile l'iniziativa di Emanuele Fiano, che ha offerto strumenti di riflessioni partendo dai fatti esposti con onestà e chiarezza. Credo che tocchi a ciascuno di noi perseguire questa strada, con serietà e costanza. Inutile nasconderci che la il cammino sarà lungo e impervio, ma non vedo altre alternative. Con sincera amicizia
Pupa Garribba

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